
Animale – Italo Svevo
Giuseppe, il protagonista di questo romanzo, parte da Bologna una mattina di novembre per raggiungere Giardini Naxos. Va da suo padre Sergio, ricoverato in seguito a un ictus, nonostante non si vedano da anni. Dal letto della clinica, Sergio racconta, mentre Giuseppe ascolta e ricorda: episodio dopo episodio, ricostruiscono l’origine del loro allontanamento e di quella solitudine, nata dall’abbandono, che li unisce come dei sopravvissuti. Attraverso una prosa che ricerca l’esattezza della poesia, Nibali rappresenta due generazioni, confrontando le passioni dell’una e l’apatia dell’altra, due facce di uno stesso animale eternamente votato alla disfatta.
Ecco di nuovo il buio, e Giuseppe si ritrova in mezzo alla nebbia di una pianura, e l’unica cosa che continua a vedere è l’albero, contro lo sfondo latteo, e sopra i rami vuoti sta un piccolo diamantino bianco con delle macchie scure, che lo guarda come gli avvoltoi guardano le carcasse. Tutto nella sua testa inizia a mischiarsi, suo padre, l’albero, l’ufficio, Nicoletta, il diamantino. Sente un forte dolore alla gamba destra, poi al collo, e la testa sta per esplodergli. Infine un’improvvisa sensazione di cadere nel vuoto, e Giuseppe si sveglia, confuso e impaurito.
Leggi le Recensioni al romanzo.
Clicca Qui per acquistarlo su Amazon
Link al sito ufficiale dell’Editore

Racconti

I luoghi che c’era il degrado – Degrado rivista
Io da piccolo non ci potevo andare nei posti che c’era il degrado. Non ci andavo perché mamma mi faceva no-no con la testa e intanto teneva alta la fiamma sotto la pentola e il sugo. E mentre come nelle pubblicità si vedeva il blu e il giallo del fuoco vivo e io già sentivo l’odore dei gambi di mentuccia sfrigolare sull’olio caldo, finalmente io capivo e così tornavo ai compiti estivi di algebra, chinando il capo…

Si iniziava con l’Iguanodonte.
Appena arrivati, la prima tappa della via crucis. La prima stazione a cui il trenino rosso li aveva accompagnati. Deludente, ma già lo sapeva, lo aveva visto mille volte sfogliando il libro, in casa, che quello non era il suo, che non ringhiava né si muoveva come piaceva a lui, e che nemmeno i denti aveva, quella fila doppia che poi poteva disegnare sui quaderni e dire: ecco mamma, ecco papà, ecco il mostro…

Per i RaminghiOFF, il racconto di aprile è PERSONA H di Giuseppe Nibali. (Per leggerlo in formato sfogliabile basta cliccare sul titolo). Terza Pagina vi augura buona lettura e vi dà appuntamento a giovedì prossimo con la recensione di Animale (Italo Svevo Edizioni, 2022), il romanzo d’esordio dello stesso autore.
Figure da un sogno d’inverno – Layout
Dolce Natale a tutti voi.
Questo ha pensato e ora aspetta di arrivare da un lato all’altro del tragitto. È stanca ma ripensa alle sue mani tutte e due nel sangue, ai guanti azzurri grinzati, ché la vernice non se ne andava nemmeno sfregando e lei si era sentita soffocare, le narici sentiva come fossero di un toro buttare fuori sabbia e cenere.
Poi ha tremato e tu pensi: ha freddo, ha paura. Ma invece tremava e basta, come tremano gli umani, a un certo punto, di colpo, senza motivo…

Il male – Layout
Stiamo scrivendo qualcosa e tra quanti ne scrivono uno è stato l’autore. L’autore pensa che è in noi che cresce il male. Non negli altri che passano la strada e dalla piazzetta fino al tram malgrado questo vivere, vivono si baciano scopano.
Solo in noi. E io mi vedo nel fuoco, guardo il corpo che si fa gelo, poi gas e fiamma che lo irrora, il calcificarsi vedo dell’ascesso nel nero. Ubi pus ibi evacua e letteralmente sprofondiamo tutti noi con il crollo. Nel fondo troverete il buio, nel buio troverete i suoni. Ascoltate dunque gli òmeri, le tibie, sentite il loro canto di coleottero…

Lo sentite il deserto? – Altri animali
L’ultima volta che sono tornato in Sicilia, pochi mesi fa, è stato per un lutto. In questi casi lo si scopre sempre di colpo. A me la chiamata arriva mentre sono a casa di un amico, anche lui siciliano. Tornato nel mio appartamento vado in bagno, accendo la luce e ricompongo allo specchio quanto rimane di me, subito dopo cerco un biglietto. C’è un treno veloce alle sei del mattino. Va bene…
